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Questa mattina sono uscita di casa decisa a scrivere qualche riga sul grande ennesimo imbroglio che questa sera verrà somministrato all’ormai assuefatto pubblico televisivo berlusconato, tramite il portavoce mediatico del governo. In effetti le casette che verranno consegnate ad Onna, con tronfia soddisfazione, dal più grande illusionista che abbia mai governato il Paese (almeno negli ultimi 150 anni), sono state pagate dalla Croce Rossa (tramite quindi anche le donazioni di tutti gli italiani) e dalla Provincia di Trento. Quelle del governo verranno pronte solo alla fine del mese, e non basteranno comunque per tutti. Ma ora ho cambiato idea. Perchè questa notizia, nella mia attenzione, è stata superata in indignazione da un’altra che trovo su Repubblica. Nel carcere di Pavia un uomo è stato lasciato morire di fame e di sete nell’indifferenza generale. Unici infermieri i suoi compagni di cella. Che ora denunciano. Chi di dovere, non è intervenuto neppure per alleviare le sofferenze di un giovane uomo che, colpevole o no di un reato, aveva il diritto di morire con dignità. Anche se la morte lui la voleva. E la morte lui la voleva probabilmente perchè non aveva più speranza. Quindi la colpa è doppia: lasciare che un giovane perda ogni voglia di vivere, e lasciare poi che abbandoni una vita che non desiderava più tra sofferenze che potevano essergli almeno in parte risparmiate. Oltre a tutto con una legge oggi in vigore che non ti permetterebbe neppure di decidere di morire. Quindi tre volte colpevoli, i responsabili del carcere: due volte per un’etica che dovrebbe travalicare ogni appartenenza religiosa o politica, ed una volta per non aver agito in termini di legge. Ma la colpa più grave è aver lasciato che tutto questo accadesse nel silenzio. Come se la vita e la morte di un giovane uomo non riguardasse nessuno di noi. Forse la gente d’Italia, ormai assuefatta alla indifferenza, non avrebbe reagito, neppure nel proprio intimo. Come probabilmente oggi nessuno o pochi si indigneranno per questa morte. Tanto non è capitato a mio figlio, fratello, marito, fidanzato, amico………Poi era anche un Tunisino……..Gli stessi che ragionano così, molti dei quali si vantano di avere antiche radici cristiane, che fanno della preghiera una pratica abituale, dimenticano però le parole di Cristo.  E presto ci dimenticheremo anche di questa ennesima follia figlia di questo tempo. Il suo nome era Sami. Cerchiamo di ricordare almeno questo. E mi viene in mente un altro giovane uomo, indiano, quasi morto e reso invalido dalle fiamme ad opera di tre “normali” ragazzi italiani. E mi vengono in mente le centinaia di bambini, ragazzi, ragazze, donne, e uomini che sono e rimarranno senza nome,  ricacciati in mare verso la Libia che li renderà schiavi, li lascierà “veramente” marcire in una cella affollata, per venderli e rivenderli e ancora rivenderli, e chiedendo riscatti alle loro famiglie, già poverissime ed impoverendole ancora di più, e che abitano in zone di guerra, di soprusi e di fame. E sono stati i nostri governanti i primi a venderli ricacciandoli indietro, per poter guadagnare in termini di consenso politico. Il nostro consenso. Quante persone dovranno ancora soffrire e morire perchè noi ci si svegli dal sonno indotto da questo Suonatore di Flauto? Riusciremo a svegliarci prima di finire inghiottiti dal buio delle nostre coscienze?

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