Non ci resta che …….essere romantici!
Scritto da: amministratore in Cultura, diritti umani, Politica nazionaleTags: Camilleri, unità
L’ultimo romantico di Saverio Lodato (da l’Unità del 28/7/2009)
Caro Camilleri, sa cosa credo di aver capito di Lei dopo mesi e mesi di frequentazione quotidiana? Che Lei, per dirla con una canzone di Peppino Di Capri, è l’Ultimo Romantico. Lei vorrebbe una Chiesa accanto ai poveri, che sale dal basso; una sinistra – si accontenterebbe anche di un centro sinistra-, non totalmente immemore di Gramsci, Matteotti, i fratelli Rosselli, la famiglia Cervi, Calamandrei, don Sturzo e persino Berlinguer. Diciamo che non è riuscito a separarsi dalla loro presenza ingombrante, visto che molti dei loro eredi non sono all’altezza di quelle tradizioni di pensiero. In generale, vorrebbe uomini politici più concentrati, sul loro lavoro, animati da quello che, una volta, si chiamava lo spirito di servizio.
È la prima volta, nei miei 83 anni, che mi sento definire romantico. Le assicuro, caro Lodato, che è una parola che manca nel mio vocabolario personale di uomo e di narratore. Oltre tutto, quello dello chef non è un mestiere romantico, e Lei, che fa parte dello stesso ristorante, lo sa benissimo. Sulle parole ci si può sempre intendere.
Però, se Lei chiama romantico chi vorrebbe un minimo di giustizia sociale, e che il divario fra chi ha e chi non ha, fosse meno stellare; se chiama romantico chi vorrebbe che i nomadi e gli extracomunitari non fossero ghettizzati in condizioni invivibili, ma trovassero un’accoglienza da esseri umani ; se chiama romantico chi non vuole la supremazia prevaricante di una nazione sull’altra; se chiama romantico chi vorrebbe che a governare nel nostro paese ci fossero uomini saggi, equilibrati, e che soprattutto non hanno mai avuto a che fare con la giustizia; se chiama romantico chi ha fiducia nell’uomo malgrado i suoi tragici errori; ebbene sì, non ho difficoltà ad ammetterlo: sono romantico, ma le rendo noto che, allora, i romantici come me, nella sola Italia, sono fortunatamente milioni.
Ma già che ci siamo, gli altri, come li chiamerebbe: realisti circospetti e avveduti? Quanto ai romantici, invece, Piccolo Cesare non avrebbe dubbi: tutti comunisti.
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