Perchè dobbiamo dire no alle centrali nucleari
Scritto da: amministratore in Ambiente e territorio, Economia, Politica nazionaleTags: energie alternative, nucleare
“Il 24 febbraio Berlusconi e Sarkozy hanno presentato un accordo per costruire nuove centrali nucleari in Italia.
Qualcuno ha commentato che finalmente il nostro paese si appresta a recuperare vent’anni di ritardo, causati dal famigerato referendum del 1987. In realtà Italia e Francia non hanno firmato alcun accordo internazionale, e’ stata firmata una lettera di intenti (per la precisione due memorandum of understanding) da Enel ed EDF con cui le due società si impegnano a “costruire una joint-venture paritetica che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione di 4 unità di generazione” (fonte ENEL). Pertanto si tratta di un accordo fra imprese che non prevede alcun impegno vincolante ed esclude qualsiasi penale nel caso che il progetto non vada in porto. Ma con la chiusura in Italia del nucleare, il referendum c’entra poco. Il referendum non bloccò alcunché in realtà: solo la centrale di Caorso non venne riavviata (era in fermo per il ricarico del combustibile), le altre erano vetuste e non economiche, già chiuse o destinate ad essere chiuse da Enel. Ricordiamo che quando si svolse il Referendum nel 1987, la centrale di Garigliano (CE) era già chiusa, quella di Borgo Sabotino era ferma dall’anno prima, quella di Trino era già stata fermata
due volte (nel ‘67 e nel ‘79) per problemi tecnici. La verità è che il nucleare italiano non esisteva, per questo ci fu il referendum, ed era in crisi in tutto il mondo. ” Leggi il resto nell’articolo allegato: “pronti a pagare il bidone nucleare? ”Dieci domande e dieci risposte che possono aiutarci a capire. Da “Fa la cosa giusta”, edizione 2009, conclusasi domenica 15 marzo.
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