Ho visto un pomeriggio la sig.ra Santanchè, non mi sento di chiamarla onorevole, invocare dagli schermi di Canale 5 la castrazione chimica di pedofili e strupratori.
Non è certo una posizione nuova in seno a certi ambienti di destra e non solo. Ho trovato sul sito del Corriere della Sera questa dichiarazione del ministro Calderoli: «Davanti a delitti così aberranti, come le violenze sessuali degli ultimi giorni, l’unica legge che può valere è quella del taglione: così come in altri Paesi, credo sia necessario introdurre come pena la castrazione chimica per i reati sessuali. Personalmente – conclude il ministro – penso che quella chirurgica sia la più idonea a funzionare anche da un punto di vista della prevenzione, ma anche quella chimica, ancorché non irreversibile, consente di mettere queste bestie in condizioni di non offendere». Vi rendete conto? Parole virgolettate di un ministro della Repubblica che parla di legge del taglione!
Che dire… Prima di tutto trovo allucinante che certi argomenti vengano trattati con tanta superficialità e in pochi minuti di tempo tra una pubblicità ed una disquisizione sugli intrighi amorosi del Grande Fratello, per di più senza contraddittoio (in studio c’era una stranita Antonella Boralevi e in collegamento Mastella, che quasi non ha aperto bocca). In secondo luogo vedo con preoccupazione l’opinione pubblica tollerare e addirittura condividere posizioni che fino a qualche anno fa sarebbero state considerate inaccettabili. Ogni remora nel tirare in ballo slogan come il carcere a vita, la castrazione chimica e, temo tra poco, la pena di morte (rispetto alla quale l’ultimo baluardo per molti politici di destra credo rimanga la posizione della Chiesa) è stata spazzata via da una montante marea di barbarie. Per raccogliere qualche applauso e guadagnare voti (perchè già di campagna elettorale si tratta) gente come la Santanchè non esita a dire cose di cui nessuno sembra cogliere la gravità. “Purtroppo credo che non sia una soluzione”, diceva timidamente la conduttrice Barbara D’Urso. PURTROPPO!?
Eh già, l’obiezione contro l’abominevole prospettiva della castrazione chimica (andate a vedere come è stata usata in passato e cosa ne dice l’Unione Americana per le Libertà Civili), che apre la strada ad altre amenità tipo la lobotomia, la sterilizzazione e la pena capitale, non è che si tratta di un gravissimo vulnus all’ordinamento di uno Stato di diritto degno di questo nome, in cui i diritti fondamentali dell’individuo sono inviolabili e pur nel rispetto della certezza della pena quest’ultima viene anche intesa con una funzione riabilitativa. Non è che si tratta di una “soluzione” che non risolve, perchè il problema della violenza sessuale non si può ridurre ad una questione di ghiandole ed ormoni, ma chiama in causa, come la Boralevi ha cercato sommessamente di far presente, le ragioni per cui la nostra società genera i presupposti per cui certe cose atroci succedano, ad esempio attraverso la mercificazione del corpo femminile e della sua immagine.
No, niente di tutto questo; l’obiezione all’orrore della castrazione chimica e che “PURTROPPO non è una soluzione”! Cioè non è SUFFICIENTE!
E allora perchè non spegnerle del tutto queste menti bacate che generano la violenza, perchè non tornare alla care vecchie pratiche di lobotomizzazione cerebrale in uso nei manicomi dell’età vittoriana? Un bel colpo di scalpello sul lobo temporale e via, tolto il dente tolto il dolore.
Quelli che citano spesso e volentieri ARANCIA MECCANICA di fronte agli episodi di cronaca più efferati del nostro tempo, dovrebbero ricordarsi ma forse non vogliono ricordare che questo film ha anche una seconda parte…
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marzo 8th, 2009 alle 1:32 am
E’ un contributo bellissimo, anche se tratta di cose tristi e tragiche. Ho visto tratti di quella trasmissione, e, come faccio ormai spessissimo cambio canale o spengo addirittura la Tv. Perchè mi arrabbio, ma anche mi vergogno. Mi arrabbio perchè mi pare, sentendo parlare certa gente, di essere tornati non al medio evo, ma prima, molto prima, ai tempi delle tribù pre neanderthaliane, quelle dell’omo erectus (perchè gli uomini e donne di neanderthal e dell’omo sapiens, di circa 100000 anni fa, erano già più evoluti di quegli elementi che si sentono straparlare oggi sui media), quindi mi arrabbio perchè le migliaia di anni di sacrifici e sforzi da parte dell’essere umano non sono serviti a nulla. Poi mi vergogno perchè faccio parte anche io di questo periodo evoluzionistico. E non mi piace. Mi domando, inoltre: se per i presunti stupratori si vuole la castrazione chimica, per quelli che vanno in giro ad incendiare per noia innocue povere persone sfortunate sfruttate e sole, o a pestare giovani perchè hanno i capelli lunghi o la pelle ambrata o nera, a questi campioni della gioventù italica, che si deve fare? Esiste la rianimazione forzata della molta parte di cervello inutilizzata?