Il mondo che cambia e chi guarda indietro
Scritto da: Mauro in Cultura, Politica nazionaleTags: informazione, opposizione, Scuola
Viviamo in un mondo percorso da grandi cambiamenti. Altro che fine della storia… E non mi riferisco solo alle tante guerre che ci sono nel mondo e di cui dalle nostre parti non arriva praticamente notizia. La realtà in cui viviamo, il sistema di relazioni, attività, comportamenti di cui la nostra vita è fatta ha subito negli ultimi anni trasformazioni epocali, di cui probabilmente noi, dall’interno e come parti in causa, ancora non possiamo cogliere appieno la portata. Il fatto stesso di essere qui a scambiare opinioni su un blog in internet, con una platea potenzialmente sterminata di interlocutori, è qualcosa che fino a 10 anni fa sarebbe stato quasi impensabile. Ma c’è chi di fronte a tutto questo fomenta la tentazione di nascondere la testa sotto la sabbia; una gran voglia di cavalcare la nostalgia di un tempo passato fatto più di luoghi comuni che di reale memoria, una qualunquistica e diffusa sensazione di “si stava meglio quando si stava peggio” che anziché farci, come sarebbe giusto, riflettere criticamente sui risvolti positivi e negativi del modello di società in cui viviamo, fa semplicemente propendere per decisioni approssimative e raffazzonate, all’insegna di malintesi “vecchi valori” che solleticano soltanto i più grezzi e retrivi istinti conservatori. Guardate alla riforma della scuola: due slogan semplicistici (maestro unico e voto in condatta) buttati in pasto alla gente per far rimpiangere con un sospirone di nostalgia per la propria gioventù perduta chi a scuola non ci va più da un pezzo. Al gazebo di Sotto il Monte un attempato signore mi ha rivolto provocatoriamente la domanda “Io vi sembro malformato?”; come a dire, ed è un ragionamento che ho sentito fare a molti in questi mesi, che la scuola di una volta non era poi così male. Avrei dovuto rispondergli: “Quante lingue conosce, Lei? Sa usare il computer?”. Perchè queste sono cose che oggi servono nel lavoro e nella vita. E invece si tira avanti così, guardando indietro, (s)ragionando per slogan che tagliano a fette la realtà con la delicatezza di accette perchè sostanzialmente la ignorano, la realtà vera, o vogliono dissimularla. Via gli stranieri, come se fossimo soli al mondo e la guerra, la fanme e le carestie potessero riconoscere dei confini. No alla protesta di piazza, che è rumorosa e dà fastidio. Facciamo pure a meno dell’opposizione, che intralcia e rallenta il decisionismo del governo. E’ una deriva pericolosa…
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novembre 9th, 2008 alle 10:58 am
Parole sante cara Angela ……. è una deriva pericolosa, spaventosa, ma speriamo sia rimediabile! Ma come??
novembre 9th, 2008 alle 11:03 am
Ovviamente sono uno stordito e ho scambiato Mauro con Angela ….. scusa Mauro, non volevo.