Biodemocrazia
Scritto da: amministratore in Ambiente e territorio, Cultura, Economia, Scuola, ViabilitàTags: ambiente, democrazia, globalizzazione, PD, Vandana Shiva
Vi vorrei proporre un articolo che riassume un autorevole ed interessantissimo intervento che mette a confronto i comportamenti democratici contrapposti ad una pericolosa applicazione di una certa globalizzazione.
Un’agenda democratica che parta dall’ambiente
13 settembre 2008 Dalla scuola estiva del PD a Cortona.
La terra come primo campo di applicazione della democrazia: la libertà per i contadini di usare i semi o il dominio di una multinazionale come primo campanello d’allarme per i rischi che corrono la libertà, la ricerca, l’ambiente. Temi su cui costruire l’agenda democratica. È Vandana Shiva, fisica e filosofa indiana, a parlarne a Cortona. Una delle più autorevoli opinion leader mondiali su bioetica, ricerca interdisciplinare su scienza e politica ambientale, pace, democrazia, libertà di espressione per le diverse culture. Utilizza l’ora a sua disposizione per parlare del rapporto tra sapere e potere, per evitare che la globalizzazione diventi colonizzazione dei poteri locali e lanciare la biodemocrazia, una democrazia dei saperi.
Arriva con 50 minuti di ritardo e la lezione parte da lì: “Grazie per l’invito a unirmi a voi in questa summer school. Anche il mio ritardo aereo dimostra che tutto è connesso, una cosa che avviene a Londra ha effetto a Cortona”. Poi parla dell’ecologia come di “quello che si ha in comune, e ha a che fare con due cose: il suolo e la sua fertilità, l’utilizzo della terra. Io posso avere un appezzamento ma come lo uso ha un impatto su tutto. Invece la biodiversità, i semi, le piante, gli animali, l’acqua: queste sono cose in comune. E sono risorse alla base della sopravvivenza: senza semi e senza terra non avremmo cibo.
Come l’uso degli spazi, che può portare a creare qualcosa di oppressivo che esclude, porta ai reati. È la morte delle città americane che dividono le comunità e creano posti pericolosi. C’è poi il cambiamento del clima che ci sta a cuore, perchè l’aria e l’atmosfera sono il bene comune ultimo”.
Shiva si riallaccia al tema della scuola: il globale/locale. “Oggi la globalizzazione è la privatizzazione delle risorse comuni della terra. Risorse che non si possono separare: l’acqua dalla terra, la costruzione di una città e l’aria. Tutto è connesso e c’è comunicazione ecologica che crea un tessuto comune per la sostenibilità economica. Oggi in India c’è crisi per i diritti degli agricoltori, l’acqua non è un bene comune i bambini muoiono. Il genocidio più forte del nostro pianeta è quello dei bimbi che muoiono di diarrea perchè non hanno a accesso all’acqua fresca privatizzata da alcuni per il loro profitto”, è per questo, spiega il premio Nobel, che “senza accesso condiviso non c’è vita né sussistenza. La tragedia del discorso moderno è stato considerare queste cose come cose di cui fare a meno in nome di una crescita dei privilegiati. Loro crescono e si pensa che la società cresca. Ma solo loro crescono, 4 dei primi 10 miliardari del mondo sono indiani. La loro ricchezza personale fa il 9% della ricchezza indiana! Ma sono diventati ricchi appropriandosi delle ricchezze comuni, delle risorse naturali”.
20 anni studiando la globalizzazione. “Ho iniziato a occuparmi delle questioni tecniche della globalizzazione nel 1987, con il GATT; quando le aziende cercavano di privatizzare ogni seme e animale…ma la natura si moltiplica, così dalle piante nascono i semi che fanno nascere le piante e fa un esempio – mi piace il miglio: non è per gli uccelli, è la cosa più nutriente del pianeta, è fatto da granelli piccolissimi. lingue molto diverse ne condividono il nome perchè ogni seme crea milioni di semi da un unico seme. È così che ha quel nome. L’abbondanza è rigenerazione della vita, non deve esserci scarsità, è una costruzione della privatizzazione delle risorse comuni – va indietro nella storia la Shiva – è un processo iniziato in Gran Bretagna,quando le terre comuni sono state usate per produrre lana, c’erano libri in cui si scriveva “le pecore mangiano gli uomini” proprio perché sottraevano terre agli agricoltori. L’intera Australia, il Sudamerica, l’Africa sono stati presi dall’Inghilterra. Ma oggi è tutto cambiato, non c’è più terra comune”.
È lei a farci una domanda: “Allora la biodiversità come si può privatizzare? È nella natura delle piante l’essere condivisa, le api portano i semi e creano un sistema di comunicazione che fa sì che una pianta non sia mai isolata. Ma le industrie hanno re-ingegnerizzato le piante, con semi ibridi che ogni anno gli agricoltori devono acquistare, garantendo un profitto. Non è facile perché alcune piante che si autofecondano. Così hanno deciso di creare il brevetto delle forma di vita! – il tono della sua voce si alza, si fa duro, a sottolineare l’assurdità – i brevetti erano dati per invenzioni completamente nuove. Nel 1980 si cambiò, concedendo un brevetto alla General Electrics per un micro-organismo, e hanno capito che brevettando le forme di vita avrebbero fatto utili per trilioni di dollari ogni anno. Non solo con una pianta ma con tutte le generazioni future perchè un brevetto è un diritto esclusivo. Applicarlo a un seme significa che l’agricoltore che tiene dei semi è un ladro. Anche se lo scambia con il vicino come fanno da secoli! È successo in Germania ma distribuire il seme è un nostro dovere, responsabilità democratica della comunità e dovere dell’agricoltore. Chiunque oggi voglia costruire un movimento democratico deve sapere che con questi brevetti la Monsanto ingegnerizza geneticamente i semi e se le api portano il loro polline la Monsanto invia detective per vedere se nei campi i geni si sono spostati in altre piante. Se hanno contaminato il suo campo quell’agricoltore è considerato ladro! In Canada ad un agricoltore contaminato nel 1998 la Monsanto ha chiesto 200.000 euro. Lui ha accusato loro di contaminare il campo e ha fatto loro causa a sua volta, così il caso è arrivato alla corte suprema canadese, che ha stabilito che se si permette la brevettazione ciò accadrà ma loro sono impotenti”.
L’11 settembre. “Oggi tutti ricordano l’11 settembre per New York, appena ieri, ma 101 anni fa Gandhi per la prima volta ha praticato la satyagraha, in Sudafrica quando il regime dell’apartheid divideva le comunità per identità. Lui ha detto: noi siamo pari a voi, non saremo discriminati perché siamo membri di un unico paese. È l’altro 11 settembre simbolo di democrazia e pluralismo, non di paura. Ogni anno il 2 ottobre, compleanno di Gandhi facciamo una mobilitazione per ricordare al governo che la biodiversità arriva dalla natura ed è nostro dovere custodirla per le generazioni future. Per questo non permetteremo la brevettazione genetica. Non vogliamo diventare proprietà della Monsanto, disubbidiremo. Nessuno può essere querelato per avere dato sementi al suo vicino!
La globalizzazione sbagliata. “La globalizzazione crea leggi coercitive a favore della privatizzazione e criminalizza la condivisione. se il bene comune è considerato un crimine e un gruppo di aziende energetiche e petrolifere possono essere proprietarie del mondo noi in democrazia dobbiamo identificare quelle leggi che penalizzano i nostri diritti.
L’acqua è stata privatizzata perchè 5-6 aziende si uniscono e con l’acqua guadagnano tantissimo. Poi fanno in modo di imporre queste scelte per legge e hanno utili. La Monsanto e altri hanno scritto “l’accordo di diritto della proprietà intellettuale del WTO”. L’obiettivo è chiaro: essere proprietari della terra così ogni persona affitta le piante. Lo steso con gli animali, Dolly era stata brevettatata come un bio-reattore mammifero per produrre sostanze farmaceutiche nel latte. Aveva geni umani. Ma la vita non può essere di proprietà di nessuno, la biodiversità è bene comune. E loro han detto: Ma dolly è una macchina, una piccola fabbrica! Questa privatizzazione è una violazione dei diritti della comunità umana e una violazione della dignità di tutti gli esseri viventi.
Non ci cederete ma c’è un brevetto sulla riproduzione umana per cui il grembo della donna è solo un contenitore! Oggi la Monsanto è proprietaria del 95% delle piante modificate geneticamente e del 75% delle piante nel mondo. Hanno acquistato anche altre piccole aziende di sementi. In India tutti devono comprare da loro semi monocultura, ogm e devono fare grandi debiti. Molti si suicidano perchè non possono permetterselo: gli viene detto che la resa sarà di 10 volte, non dovranno lavorare… e poi falliscono. Da quando la Monsanto è in India ci sono stati 200.000 agricoltori che hanno scelto di suicidarsi. Sul nostro manifesto sulle sementi il parlamento svedese elaborerà una nuova legge: non sottovalutiamo in un mondo globalizzato e interconnesso l’effetto di un piccolo organo, come la Toscana che ci sta appoggiando”. Racconta le sue battaglie: “5 giganti controllano l’acqua, sono andati dalla Banca Mondiale dicendo: dobbiamo avere il diritto privato sull’acqua. E hanno usato la banca per privatizzare l’acqua del terzo mondo. Ci hanno provato ma a Dheli grazie al mio movimento l’abbiamo evitato. ma in gran parte del mondo è così: in Bolivia dove è aumentata di 5 volte l’acqua potabile. Cos succederebbe dove il 90% dei redditi si spendono per cibo privatizzando l’acqua? È stato quel movimento a portare Morales in parlamento. Un movimento democratico.
Kyoto non funziona. “Quanto possiamo restare senza respirare? È più importante dell’acqua e del cibo. L’atmosfera è stata privatizzata da carbone, petrolio e gas che hanno inquinato il bene comune. Alla co2 sono state aggiunte altre sostanze chimiche e quanti gas serra vengono dall’industrializzazione? È la Monsanto ha cercato di lavorare sul principio dell’inquinatore che viene pagato! Kyioto ha permesso a USA e UE di stanziare dei diritti d’inquinamento da scambiare con i paesi che inquinano meno. Guardando la letteratura su scambio di emissioni si parla di “diritto all’atmosfera” ed è molto simile al diritto di brevetto. A chi appartiene il respiro? Alle industrie che hanno creato più problemi”. Per la Shiva è una falsa soluzione quella dei biocarburanti ricavati da soya o grano. Se si usnao troppo aumentano le emissioni dato che l’agroindustria disbosca le foreste pluviali, i polmoni del pianeta che puliscono riequilibrano il clima. “Abbiamo perso un collegamento fondamentale verso un futuro sicuro. In India le parti di terra comune vengono prese per questo uso. L’impegno democratico sarà fondamentale per parlare delle vere rinnovabili. Il nucleare è pseudorinnovabile, gli USA hanno quasi ucciso la nostra democrazia perché hanno comprato i voti in parlamento! Ha avuto impatto su tessuto democratico e su integrità nazionale…c’erano problemi in kashmir e per avere voti han dato via libera ai separatisti, che oggi sono inarrestabili. Ecco la reazione imprevedibile”.
Elogio della differenza. “Vivo in un paese diversificato che celebra le differenze. Buddha, Gandhi celebravano la diversità, l’inclusione nonviolenta.e ora affrontiamo l’esclusione come con le insurrezioni separatiste in kashmir. Per superficialità sembrano dovute a divisioni religiose, etniche, regionali,. Ma sono dovute all’esclusione che genera insicurezza, usata dai politici di destra per alimentare idee fobiche su ciò che è la politica. Torniamo all’inclusione,o ci sarà una reazione territoriale”. E delinea 3 possibilità:
1. Dittatura basata sulla paura e la militarizzazione
2. Divisione: violenza interna, caos guerra civile
3. Democrazia. È la nostra sfida a, non è un lusso, è fondamentale per la sopravvivenza a e non deve basarsi sul voto ma sulla ricostruzione della società per riottenere dei beni comuni.
Marco Laudonio
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