Qui una volta era tutta campagna
Scritto da: Matteo in Ambiente e territorio, Edilizia e urbanistica, Piani di lottizzazioneTags: Botta, Edilizia e urbanistica, Piani di lottizzazione, Piano di lottizzazione
Qualcuno di noi si è già scordato che un anno fa, nella zona tra il villaggio Larco e la frazione Botta di Sotto il Monte, il paesaggio era caratterizzato da vigneti, prati e boschi?
Ora tutto è cambiato: il piano di lottizzazione denominato “PL Botta” sta stravolgendo il territorio cambiando drasticamente l’aspetto di uno dei tanti angoli verdi del nostro paese.
La decisione di realizzare una lottizzazione in quell’area è stata presa molti anni fa, ma è nel 2005 che l’attuale maggioranza si muove per far partire i lavori, modificando l’assetto originario del PL. Nel Consiglio del 02 Marzo 2005 l’Amministrazione Comunale approvava il Piano di Lottizzazione alla frazione Botta: 90 nuove abitazioni da costruire in località panoramica, proprio di fronte alla bella collina che fa da scenario a Sotto il Monte. In quel Consiglio il nostro gruppo, unito agli altri due gruppi di Minoranza “Lega Nord – Lega Lombarda” e “Sotto il Monte Paese Nuovo”, lottò vivacemente per impedire che il progetto venisse approvato così come era stato presentato. Venne preparato anche un documento (allegato poi agli atti di quel Consiglio) che spiega in maniera chiara il perchè della contrarietà del nostro gruppo a quel Piano di Lottizzazione.
I motivi fondamentali della nostra opposizione si concentrarono attorno a cinque temi principali:
- una esagerata estensione dell’area urbanizzata;
- mancanza di spazi verdi attrezzati all’interno del PL;
- l’enorme riporto di terra per l’edificazione e l’annullamento del panorama lungo via Valsecchi;
- il mancato inserimento del PL botta nel tessuto del PLIS del Monte Canto;
- l’assenza di progetti per lo sviluppo sostenibile dell’area, soprattutto per quanto riguarda un adeguamento dei servizi alla persona.
Edificare in quell’area è un errore a priori, ma confrontando i vecchi e i nuovi progetti si nota come gli spazi verdi previsti in passato siano scomparsi: ormai tra il villaggio Larco e la Botta rimane solo una sottile striscia di bosco attorno ad un piccolo torrente (area di rispetto obbligatoria per legge).
Oltre alle questioni ambientali il PL Botta evidenzia anche alcuni problemi di gestione dei servizi. Al termine dell’edificazione la frazione Botta acquisirà circa 200-250 cittadini in più, per i quali serviranno più spazi nelle scuole, luoghi di incontro, assistenza e qualsiasi tipo di servizio alla persona. Tutti questi problemi fino ad ora sono stati affrontati marginalmente …. e nel frattempo l’edificazione del PL Botta sta terminando.


Articoli (RSS)
giugno 5th, 2008 alle 9:25 am
mi piaciono i cantieri, verrò spesso a vedere le foto del cantiere!
c’è poco da fare, i comuni hanno troppi interessi ad urbanizzare. la vera sfida è riutilizzare con criteri conservativi l’esistente, magari utilizzando per quanto possibile tecnologie che permettano risparmio energetico e idrico. Sono scelte politiche, che magari non “tirano voti” quanto le opere fatte con gli oneri di urbanizzazione…
giugno 5th, 2008 alle 2:08 pm
Concordo con Arry. Per molti di noi residenti è sufficiente fare due passi a piedi verso la collina per sentirsi…….rodere il fegato. Sto leggendo in questi giorni un libretto acquistato a Firenze in occasione di Terra Futura e che raccoglie 100 esempi virtuosi di comuni grandi e piccoli di tutta Europa. Il libretto è uscito circa due anni fa, e la cosa che mi stupisce, e che generalmente non si conosce, è che in vari altri Paesi Europei, dall’Olanda all Francia, dal Belgio alla Germania alla Spagna, molte Amministrazioni Comunali si sono “date il compito”, in alcuni casi fin dal 2000 e anche prima, di dare il loro contributo per far rientrare la loro Nazione nei parametri di Kyoto. Le soluzioni sono spesso ingegnose e sempre coraggiose, ma hanno sempre funzionato e sempre incontrato il favore degli utenti interessati e non. Ora anche in Italia si stanno muovendo i primi passi, e la lungimiranza dei vari amministratori comunali occupati ad attrarre oneri di urbanizzazione, non arriva a considerare anche soluzioni che quantomeno rendano gli obbrobi edilizi “virtuosi” dal punto di vista energetico. Nel caso in esame poi non si considera neppure il verde inizialmente previsto perchè lo stesso viene visto come una seccatura e non una necessità. Rischia inoltre di diventare un mini quartiere dormitorio, con tutti i problemi sociali collegati, come ha sottolineato Matteo. In verità, poca lungimiranza politica e poca saggezza civile. Non so se tutto ciò attira voti.