Risultato elettorale – Commenti
Scritto da: Mauro in Politica nazionaleTags: elezioni, PD, risultati elettorali, sinistra
Dopo aver lasciato trascorrere alcuni giorni utili per schiarirsi un po’ le idee, mi sembra giusto aprire la discussione sull’esito delle elezioni politiche nazionali del 13/14 aprile.
Per il PD e più in generale per la sinistra italiana (e anche per la politica italiana) si apre una fase nuova, ricca a mio avviso sia di opportunità che di pericoli. La semplificazione del paesaggio parlamentare adombra il rischio di un impoverimento della rappresentanza politica, il successo della Lega ci impone una riflessione anche autocritica sulla nostra capacità di parlare al Paese con la lingua semplice e diretta che oggi molti vogliono ascoltare. Il che non significa inseguire i nostri avversari sul terreno infido del populismo demagogico, della politica delle soluzioni semplici (anzi semplicistiche), del cinismo sbandierato come un valore di “libertà”, ma lavorare con pazienza ed umiltà alla ricostruzione di un rapporto di fiducia con una parte del nostro elettorato che evidentemente non ci ha seguito in questa campagna elettorale.
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aprile 20th, 2008 alle 7:50 pm
Credo che ognuno di noi ha valutato il pèrchè la sinistra sia scomparsa dal parlamento e anch’io voglio inserire delle riflessioni:
- Populismo della Lega
Sono d’accordo, le cose che dicono sono paradossali e spesso offensive della dignità umana, però, però la gente si sente ascoltata e crede che il decisionismo (a parole) serva per risolvere i problemi, i propri problemi. Loro, quelli della Lega, non parlano dei massimi sistemi universali ma di cose concrete spesso assurde che molti sentono come I problemi; la criminalità ed ecco che saltano fuori le “ronde” padane; il lavoro, “a casa gli extracomunitari” e via così.
Al primo punto del successo si può mettere ASCOLTARE LA GENTE e cercare di risolvere i problemi comuni, cosa che da molti anni la politica non fa più. Quali sono stati gli argomenti della classe politica in questi anni: La par condicio, La legge elettorale, Il conflitto di interessi e altre cose che sicuramente sono interessanti ma non prioritarie per la gente comune.
Darsi delle vere priorità e non solo a parole.
– Le baruffe politiche
Chi guardava le litigate della “casta” non capiva, come me, che lo facevano per un interesse della collettività(?) non per quello di parte, solo che spesso la “collettività” erano loro.
Accontentarsi di avere poltrone più o meno prestigiose è servito ad aprire gli occhi a molti e in un sol colpo a cancellare decenni di storia di lotta proletaria. In poche parole ci siamo sentiti abbandonati, se non traditi, da quelli che pensavamo dalla nostra parte. Predicare bene e razzolare male è in sintesi quello che è accaduto, dalle guerre in giro per il mondo al lavoro, dalla casa ai redditi. Quante parole, quante manifestazioni contro certe cose ( prima di andare al governo) e poi avuto il potere…… niente solo rospi da ingoiare per il quieto vivere sperando nell’attuazione di un faraonico programma rimasto incompiuto.
- La tutela dei lavoratori
Come arrivare alla fine del mese? Taglieranno le tasse sugli straordinari, bene così potremo lavorare anche di notte….diceva qualcuno, siamo sicuri che sia la strada giusta? Non condivido questa scelta, anche se capisco il lavoratore che si trova uno stipendio in più l’anno e in parte risolve il problema, ma l’occupazione?
E’ ridicolo sentire che gli imprenditori propongono aumenti salariali per i lavoratori, dov’erano i sindacati quando si concertavano i contratti e come hanno tutelato il potere di acquisto della gente. Perché sono nati tanti sindacati autonomi? Credo che anche per questo valga il discorso di ascoltare la gente e risolvere i problemi della collettività, c’è stata una deriva su altri interessi su altre finalità non sempre nell’interesse della gente comune. Meno convegni meno apparizioni televisive e più sintonia sulle cose reali. Altro grande scivolone ritengo sia stata la legge Biagi, o legge dei precari, come si è potuto far passare norme così svantaggiose per i lavoratori. Chi ha fatto finta di niente se non addirittura accettato come un’ottima legge quella legge che ha fatto diventare tutti i giovani dei precari, chi doveva tutelarli? Oggi Montezemolo attacca il sindacato sulla rappresentanza “i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti.”, è la realtà che abbiamo visto nelle votazioni e hanno poco da controbattere.
Due anni di governo Prodi, molte le aspettative del popolo di sinistra, nulla le risposte, anzi forse abbiamo pagato un costo ulteriore alla logica delle caste e lobby varie (banche e assicurazioni in particolare).
– Il PD
Non ha giovato molto il voto utile al PD e meno ancora alla sinistra, la scelta dell’esclusione in quanto scelta si può condividere o no ma quella è. Come può il popolo di sinistra (ma anche di centrosinistra) identificarsi nel PD? La sinistra radicale belligerante è stata esclusa, suo malgrado, bene così si potrà governare senza lacci e laccioli per non dover sottostare a ricatti politici. Ma è stata la sinistra a far cadere il governo? No. Allora qual’è lo scopo dell’allontanamento? Vuoi vedere che si sono spostati al centro (centrodestra), ma in quella posizione c’è il PDL, sì ma i programmi…………..
sono uguali e sovrapponibili………. non ho capito, chi è rimasto a sinistra, chi farà l’interesse della classe operaia.
Non preoccupiamoci………cancellata anche la classe operaia.
Ora il nostro target sono i piccoli e grandi imprenditori in particolare quelli in Confindustria.
Forse sono troppo critico, o forse non mi è piaciuto come hanno scaricato la sinistra, o forse è l’età.
aprile 21st, 2008 alle 1:12 pm
Caro Elio, non hai letto i miei articoli sulla comparazione dei programmi? Il punto sostanziale è che i due, che a problemi uguali apparentemente proponevano soluzioni uguali, in realtà erano diversissimi nelle motivazioni intrinseche delle soluzioni prospettate. In tutto il Programma del PD aleggiava il principio della condivisione, della solidarietà, insomma di quell’etica che mancava completamente nell’altro. Ma tant’è, nessuno pare averlo compreso, e forse io sono una che ancora crede nelle favole. Ma il problema sostanziale è che il voto, da un po’ di tempo a questa parte, è fatto a “mio pro”. Voto quello che più porta vantaggio, o credo che porti vantaggio A ME. E gli altri? Io non vivo mica isolato sul mio pianeta personale sperso nello spazio infinito. Vivo inserito in una società, in una grande famiglia, che ha bisogno di me così come io ho bisogno della società, degli altri. E meno male che tutti qui si dicono cristiani!
aprile 21st, 2008 alle 1:50 pm
Angela ho letto i tuoi articoli, un ottimo lavoro, e devo dire che non ho colto queste grandi differenze tra i due programmi, sicuramente la condivisione è una differenza, ma forse non sufficientemente diversa. Però l’argomento era il risultato politico delle elezioni e il perchè di una sconfitta così marcata, ho cercato di evidenziare alcuni aspetti dei quali non trovo risposta nel tuo intervento e vorrei confrontarmi sulle cose che ho scritto, anche perchè potrei avere una visione distorta delle cose e sarei contento di cambiare idea. Se vuoi il mio parere sulle intenzioni di voto è chiaro che tutti votano il partito/simbolo/schieramento che crede più vicino al suo modo di pensare e che ritiene più capace di risolvere i problemi, non solo i suoi ma della collettività, se intendevi a “mio pro” in questo senso sono d’accordo.
aprile 22nd, 2008 alle 1:33 pm
Secondo me Angela diceva una cosa diversa e giustissima: buona parte degli italiani vota per il suo interesse personale … e parlo proprio di interesse economico. E’ triste, ma è così!!! Poi c’è una alta percentuale che vota solo per simpatia … coloro che votano consciamente nel tentativo di migliorare l’Italia nel suo complesso sono pochissimi.
Sono pessimista? Si!!!
aprile 22nd, 2008 alle 1:58 pm
Vuoi dire che non esistono più gli ideali… che la gente ricerca solo il benessere personale incurante dei problemi collettivi? Non sono d’accordo e lo dimostrano i molti movimenti impegnati su più fronti.
Si, sei pessimista!
Non devi confondere la ricerca del benessere come qualunquismo, oggi i problemi economici sono predominanti e tanti non riescono a far quadrare il bilancio familiare.
Ripeto quanto ho inserito nell’altro post: il voto viene dato a chi crediamo più capace di risolvere i problemi, tutti i problemi. Ogni persona fa una valutazione soggettiva e su questa base da la sua preferenza.
aprile 22nd, 2008 alle 8:51 pm
Forse, caro Elio, hai ragione … ma devo dire sinceramente che ho la netta impressione che gli ideali stiano lentamente svanendo e che le persone che pensano al bene comune siano sempre meno!
aprile 24th, 2008 alle 1:51 pm
Quanto scritto da Elio è davvero molto interessante: provo a dire la mia personale opinione seguendo i temi da lui proposti.
Populismo della lega: sono d’accordo con te: a mio avviso occorre togliere il monopolio di questi temi (sicurezza – immigrazione) alla lega: per far questo, però, serve il coraggio di dare risposte non “ideologiche”, ovviamente migliori di quelle delle ronde padane, ma ferme e chiare.
Le baruffe politiche: anche qui sono d’accordo con te (anche se probabilmente non incontro fino in fondo il tuo pensiero). Meno “caste” e politici di professione, meno interessi particolari di partito (tre liste per la sinistra radicale sono troppe) e più attenzione ai problemi concreti delle persone (salute, sicurezza, salari e pensioni, burocrazia, prezzi ecc).
Tutela dei lavoratori: fanno ridere anche me gli imprenditori quando propongono di aumentare i salari: soprattutto se la ricetta è quella di abbattere (la notizia è di oggi ed era prevedibile dopo la dichiarazione di Montezemolo) il contratto collettivo nazionale di lavoro: l’unico strumento che garantisce un salario minimo a tutti i lavoratori di un settore. Tagliare le tasse sugli straordinari? Sbagliato significa consegnare completamente il tema dell’organizzazione del lavoro (orari di lavoro in primis) alle imprese alla faccia della tutela della salute (infortuni) e alla possibilità di nuove assunzioni. Non sarebbe stato meglio pensare (come proposto dal PD, ad esempio) ad una riduzione “generalizzata” dell’IRPEF “finanziata” attraverso il recupero della lotta al nero e alla evasione fiscale (come ha fatto il recente governo)? Non sarebbe stato meglio perseguire una efficace politica di monitoraggio, controllo e contenimento dei prezzi? Sia chiaro: non è colpa della moneta unica se i prezzi sono aumentati! Su questo punto se qualche responsabilità è da ascrivere all’ultimo governo la maggiore responsabilità va al governo di centrodestra che non ha “controllato nulla” nella fase di passaggio all’Euro.
Ti chiedi cosa facevano i sindacati: i sindacati si sono adoperati per chiudere i contratti collettivi cercando di spuntare aumenti contrattuali che tenessero in qualche modo testa all’inflazione; si sono adoperati per smantellare lo “scalone Maroni” (che avrebbe mandato in pensione più tardi molti lavoratori); si sono adoperati per togliere dalla legge Biagi le forme contrattuali flessibili più “pericolose”. In particolare questi ultimi obiettivi sono stati raggiunti con il protocollo di Luglio: niente più scalone, niente più staff leasing, niente più lavoro a chiamata.
PD: è davvero sconcertante il fatto che la sinistra radicale sia sparita dal parlamento. Mi auguro che una sinistra radicale e “matura” possa ritrovare uno spazio nelle istituzioni alla prossima tornata elettorale. Quando dico matura rinvio a quanto scritto a proposito di baruffe politiche.
aprile 24th, 2008 alle 7:31 pm
Igor ti ricordi la mobilitazione per l’articolo 18? Ecco quella è la risposta sindacale che voglio, perseguire veramente un obiettivo vuol dire portare anche due milioni di persone in piazza. A parte il mio sconforto sul sindacato perchè penso, forse sbagliando, che poteva fare di più, concordiamo sul resto.
aprile 26th, 2008 alle 10:52 am
Certo che me la ricordo. Avevo i brividi nel circo massimo: da ogni lato bandiere e uomini e donne, come non ne avevo mai visti… una manifestazione come quella è una manifestazione storica … se vuoi irripetibile. Organizzata da 1 delle sigle sindacali (non tutte)!
Il sindacato non è una istituzione parastatale ma una associazione di lavoratori (… ho potuto verificare che molti non lo sanno) o meglio di donne e uomini … se il sincatato non ha la forza di questi uomini e di queste donne che si iscrivono, che partecipano e che condividono delle idee e dei valori non può fare di più. Sarà una banalità ma l’unione fa la forza! Credo tu sia uno di quegli uomini … ti saluto, con affetto e stima …