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(in collaborazione con Igor … che non è nemmeno comunista)
Intendiamoci subito sui termini: la parola comunista è abusata e inserita troppo spesso in vaneggianti discorsi di alcuni esponenti politici (il Cavaliere in primis). Per queste persone “comunista” è chiunque non voti per loro … definizione tanto sbagliata quanto scontata.
Io invece vorrei parlare dei “veri comunisti”, di coloro che sperano ancora di vedere frammenti di socialismo reale inseriti nel tessuto della società europea; coloro che hanno smesso di volere “tutto e subito” e si accontentano di “pochi passi concreti”; coloro che non vogliono più imbracciare le armi per la rivoluzione ….. anche perchè le armi, ultimamente, sono prerogativa di altre “scuole di pensiero”.
Alcuni di questi “comunisti” hanno deciso di votare PD per un semplice motivo: i “piccoli concreti passi” sono contenuti nel programma del PD! Con questo non si vuole abbandonare il compagno Fausto (Bertinotti), sostenuto col voto per molti anni. Non si vuole nemmeno snobbare Flavia D’Angeli (candidata della Sinistra Critica), persona realmente nuova, giovane, intelligente, attiva … e onesta (almeno credo*).
Questo voto al PD è quindi solo una esigenza personale di molti “comunisti” che vedono uno spiraglio per uscire da uno stallo che dura da 30 anni!

*Ormai nessun italiano ha il coraggio di scommettere sull’onestà dei politici nostrani ….. ma è giusto sperare che ne esista ancora qualcuno!

7 Risposte a “Anche i “comunisti” votano PD”

  1. Gloria Formenti scrive:

    Qui i discorsi si fanno molto complessi.
    Tuttavia e’ utile sganciarsi dalla storia divulgata e strumentalizzata (vedi il Cavaliere che asserve alle sue tesi tutto lo scibile umano) e costruire il futuro.
    L’ansia di governare, la convinzione di poter far meglio del Centro Destra puo’ ovviamente portare a scegliere il PD. Lo dimostrano le candidate illustri: BONINO per prima.
    Il richiamo al voto UTILE e’ ovviamente il richiamo della ragione in un contesto internazionale che richiede solidita’ e fermezza.
    Ma come dice Casini ingenuamente c’e’ poi il voto di COSCIENZA. La’ dove il governo chiamera’ decisioni FORTI in vista delle emergenze, sara’ necessario che si sentano ALTE le voci della SINISTRA (Arcobaleno e Socialisti). La’ dove si porta la religiosita’ personale sulle pagine politiche dei giornali, c’e’ bisogno di chi DIFENDA la LAICITA’ del nostro STATO (chi sa chi era IPAZIA?) ed abbia ben presenti che se un padre perde il posto di lavoro e’ difficile che il figlio possa accedere agli studi superiori (quanti ragazzi di strada ci sono ancora, quale il livello ancora di analfabetismo). Che i piani ENERGETICI di una nazione debbono essere ventennali. Che la differenza di idee e’ un VALORE. Accanto a chi AGISCE sempre deve essere presente chi riflette.

  2. Mauro scrive:

    Io ho sempre votato rifondazione negli anni passati.
    Il mio voto voleva essere un contributo alla presenza vigile e attiva della sinistra “dura e pura” (o radicale, o estrema, o massimalista, fate un po’ voi) all’interno di una coalizione di governo.
    Mi sono stufato, però, di dare il voto a governi di centro-sinistra più precari dei tanti precari che avrebbero dovuto aiutare, appesi al filo di coalizioni eterogenee e litigiose che costringevano ad esercizi di equilibrismo ad ogni piè sospinto. Per ogni provvedimento adottato c’era qualcuno che mugugnava, ad ogni refolo di polemica si rischiava la crisi di governo. Ma soprattutto è mancata completamente in questi anni l’assunzione di reponsabilità da parte della classe dirigente di questo Paese, per le cose fatte male o non fatte non si poteva mai incolpare nessuno…
    Per questo il fatto di votare per il leader di un grande partito riformista a vocazione maggioritaria come il PD che si candida con un solo programma ed un solo gruppo parlamentare alla guida dell’Italia mi sembra la scelta migliore per sposare “ragione e sentimento”.

  3. Matteo scrive:

    Sono pienamente in accordo coi principi esposti da Gloria: i valori della sinistra (quella vera) mi appartengono e ci sono affezionato! Ma purtroppo siamo di fronte al solito dilemma: protestare e chiedere “tutto subito” stando in minoranza, o fare “piccoli passi” al governo? Sono stanco, abbastanza cresciuto e molto disilluso, quindi preferisco i “piccoli passi”!!!

  4. Gloria Formenti scrive:

    eh gia’! Invecchiando si impara o si impara ad accettare di sbagliare e correre a porre rimedi agli errori.
    Gli exit delle 3.35 PM danno PD come il piu’ grande partito d’Italia!

  5. Gloria scrive:

    Premi di maggioranza – La coalizione che ha ricevuto più voti ha diritto al premio di maggioranza, pari al 55 per cento dei seggi (se non abbia già diritto, in base ai voti ricevuti, ad una percentuale più alta). Il premio è applicato su base nazionale alla Camera (con esclusione della Val d’Aosta), ed equivale a 340 seggi su 630, che vengono ripartiti fra i partiti in proporzione ai voti ottenuti (mentre i partiti sconfitti si dividono gli altri). Per il Senato, il premio di maggioranza è assegnato regione per regione: la coalizione che vince prende il 55 per cento dei seggi. Non è prevista alcuna soglia minima da raggiungere per avere diritto al premio: è su questo punto che la Corte ha segnalato al Parlamento l’esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi. È da notare che, secondo la legge vigente, il premio di maggioranza può essere assegnato sia alla lista sia alla coalizione: è sbagliato credere che venga assegnato solo alla coalizione. Ciò è stato ricordato esplicitamente nella sentenza della Corte Costituzionale del 30 gennaio scorso.

  6. carlo scrive:

    a sotto il monte si muove qualcosa per le prossime elezioni?

  7. Matteo scrive:

    Quali elezioni? Le amministrative del 2009? Certo che si muove qualcosa ….. noi ci muoviamo! Uniti per Sotto il Monte non è mai stato un gruppo così vivo e siamo prontissimi per una nuova sfida!!!

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