Programmi PD e PDL a confronto – quinta parte
Scritto da: amministratore in Politica nazionaleTags: elezioni, PD, PDL, Programma
Altri punti del programma del PDL raggruppati nella Prima Missione “Un nuovo fisco per le imprese” trattano di argomenti molto tecnici e pertanto ostici ai più, ma vale la pena parlarne per verificare una volta di più le grandi differenza che esistono, tra i due programmi, nel trattare lo stesso argomento.
Riforma degli Studi di Settore (abbrevio) e riduzione, con graduale abolizione, dell’Irap.
Lo Studio di Settore è uno strumento che, basandosi su dati statistici, calcola i Ricavi che una Azienda “dovrebbe avere”; l’Amministrazione finanziaria poi “esorta” quindi l’Azienda ad adeguare il suo reddito basandosi su quei ricavi. Il calcolo viene eseguito utilizzando sia dati contabili che dati extracontabili, questi ultimi strettamente legati ad ogni singola Azienda, e diversi per ogni tipologia di attività. E’ uno strumento che non ha mai attirato nessuna simpatia, ma che permette di rilevare alcune incongruenze dichiarative delle piccole e medie imprese. Ultimamente (vedi anche l’ultimo Telefisco di fine Gennaio 2008), l’Amministrazione tende a dare più importanza alle incoerenze che i dati rilevano, piuttosto che su ricavi non adeguati o, più esattamente, “non congrui”. (sempre che non siano al di sotto del minimo calcolato). E’ uno strumento certamente non perfetto, ma è stato utilizzato da tutti i Governi a partire dal 1998, e prima c’erano i cosiddetti, “Parametri”, molto più imprecisi. Nessun Governo intenderà fare a meno di uno strumento che gli consente di “entrare” in qualche modo, anche se impreciso, nella realtà di ogni singola azienda. Sicuramente verrà sempre più affinato, ma sempre utilizzato. Parlare di “riforma” come fa il PDL è inesatto. Lo Studio di Settore non può, per sua natura, essere riformato. Possono essere solo “revisionati” per adeguarne i calcoli, e possono variare le modalità con cui si considerano i risultati che da’ e quando li da’. In poche parole, possono variare le modalità di utilizzo. Il programma del PD va infatti verso questa direzione, e lo indica al punto 2 “Per un fisco amico dello sviluppo” alla lettera e) “Semplificazione fiscale per due milioni di imprenditori”. E’ intenzione del PD non rendere retroattiva la revisione periodica degli Studi, spesso “peggiorativa” per il contribuente, abrogare la norma che permette di insistere sugli accertamenti originati da mancato adeguamento alla non congruità, dare maggiore importanza alla dimensione territoriale negli indici di calcolo e soprattutto potenziare la collaborazione, in sede di revisione, con le Associazioni di categoria. Inoltre prevede la graduale fuoriuscita dall’uso di questo strumento per alcune tipologie di contribuenti: coloro che lavorano principalmente per un solo committente e coloro che lavorano in c/terzi. Qualche parola anche sull’Irap. E’ una imposta il cui gettito va alle Regioni, ed è nata per raggruppare, e di conseguenza annullare, diverse imposte, (SSN, Ilor, Iciap, imposta sul Patrimonio netto, Imposta sulla partita Iva) oltre ad altri contributi minori e tasse di concessione comunale. Da tempo è controversa, soprattutto per quei contribuenti (piccoli professionisti e agenti di commercio) che non utilizzano “strutture organizzate” per svolgere il proprio lavoro. L’ultima Finanziaria ha ridotto l’Aliquota dal 4,25% al 3,9%, e quella precedente ha innalzato, tramite il cosiddetto “cuneo fiscale”, le deduzioni sui costi di lavoro dipendente, deduzione che si aggiunge o sostituisce, a seconda della diversa normativa, alle deduzioni precedenti. In pratica il contribuente può scegliere la deduzione per lui più conveniente ed attuarla. Il programma del PD non ne parla, probabilmente perché l’argomento è stato già ampiamente trattato e discusso durante il Governo Prodi. Ultima cosa. Durante l’ultimo Governo Berlusconi, coloro che si sono avvalsi del “Condono Tombale” proposto da quel Governo, a posteriori hanno avuto l’amara sorpresa che non era possibile procedere con il Ricorso che avevano avviato, confortati da numerose sentenze a favore, per la restituzione dell’Irap versata.
L’ultimo argomento trattato è relativo all’aliquota IVA sul Turismo. Ambedue i programmi prevedono una riduzione dell’Iva, portandola ai livelli di altri Paesi come Spagna o Francia. Ma i problemi per il turismo, in Italia, non sono legati solo alla aliquota IVA.
Secondo il PD deve essere attuata, dallo Stato ma in azioni concertate con le Regioni, una strategia nazionale per sviluppare il turismo in Italia. Queste azioni devono comprendere il mantenimento e la valorizzazione delle opere d’arte e architettoniche presenti sul nostro territorio.
Concludo questa parte un po’ tecnica, parlando di “coperture finanziarie” per i due programmi. E’ stato quantificato (da qualificati quotidiani economici) che per ottemperare alle promesse fatte agli italiani, il PDL deve trovare:da 20 a 33 miliardi di euro conseguenti all’abolizione dell’IRAP; 20 miliardi di euro per la riscossione rinviata dell’IVA, oltre alla già analizzata difficoltà di copertura per le detassazione delle tredicesime e degli straordinari. La totale abolizione dell’ICI (ricordiamo che la Finanziaria 2008 ha già previsto una notevole diminuzione sull’Ici prima casa), costerà ai Comuni circa 2 miliardi di euro in minori entrate. Per il PDL le coperture arriverebbero da:liquidazione di Società pubbliche non necessarie, digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, valorizzazione del Patrimonio Pubblico, riduzione della spesa e abolizione delle Province inutili. Tutto questa potrà coprire fino ad un totale 33 miliardi circa di euro, a fronte di una necessità che va dai 73 agli 87 miliardi. Gli stessi economisti hanno previsto per il PD un fabbisogno che oscilla dai 20 ai 28 miliardi circa, con una copertura di circa 18 miliardi. Il fabbisogno del PD è dato soprattutto dal previsto taglio dell’Irpef per tre anni (copertura richiesta circa 7 miliardi di euro) e dal compenso legale minimo ai precari (copertura richiesta stimata dai 3 ai 9 miliardi di euro). Le coperture, per il PD, deriverebbero da: valorizzazione quota non demaniale del patrimonio pubblico e riduzione spesa pubblica. Leggendo questi numeri, mi verrebbe da dire che l’ottava missione del PDL potrebbe essere quella di riuscire finalmente a far quadrare il cerchio.
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